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pierpaolomazzotta scrive: ... "Ho notato che recenemente nessuno fa' cenni o riferimenti alla storia o alle origini del nostro paese. Ho pensato, per i più curiosi, di far conoscere il significato o almeno cercare di far comprendere l' origine di alcune contrade che sono sorte ed esistono ancora nel nostro paese.
- Arcufirraru (L'Arcoferraro). In un documento del Duecento è citato, in Mesagne, un terreno già appartenuto ad un certo Laxus Ferrare. Il Toponimo (già presente nel Catasto del 1590) trae origine per alterazione del nome del proprietario. Dal catasto del 1590 risulta che a quel tempo nella contrada vi era un fondo con 400 olivi, 5 tomoli di terre seminative, un giardino murato, una torre ed un allevamento di maiali di quindici capi, l'unico forse esistente allora a Mesagne. Da un documento del 1529 (non entro nel particolare del documento) risulta che la contrada era denominata anche S. Onofrio o li Urri. Su un libro di Mesagne, custodito nella Biblioteca di Napoli (autore ignoto, libro mùtilo e manoscritto della fine del Cinquecento) è citata una chiesa presente nel nostro paese dedicata a S. Onofrio quindi con ogni possibilità era stata costruita proprio in questa contrada.
Non tutti sanno che:
Nel 1590 era stato costituito un vero "Catasto" detto "Onciario" dove venivano registrate tutte le persone soggette a tasse od Imposte per una qualsiasi causale; e, per ognuno di esse, erano indicate l'età, la professione o il mestiere, i componenti la famiglia, e tutto ciò che possedevono i fabbricati, terreni, bestiame, veicoli, rendite, capitali.
Nei prossimi articolì continuerò a dare una descrizione di altre strade e contrade di Mesagne nonchè cenni storici sulla costruzione del paese."
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Dopo quella della Madonna di Luglio, la più importante delle feste religioso - civili del paese di Giulio, a base naturalmente di luminarie (cioè «ville» come dicevano i suoi compaesani), di musica in piazza e di fuochi d'artificio, era quella della Madonna di Mater Domini, che veniva celebrata in aprile. Questa festa, aveva luogo in quella lunga e larga strada che, dalla Via del Borgo, portava alla Chiesa di Mater Domini che, con la sua alta e snella cupola, rivestita di mattonelle variopinte, la dominava in tutta la sua lunghezza.
Questa strada, per quasi una metà, partendo dalla via del Borgo, era una strada urbana; per l'altra, invece, tra urbana e campestre, essendo in parte fiancheggiata da campagna.
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Il Martedì Santo del 1598, il 17 marzo, una povera contadina, pregando davanti a un’edicola mariana, "vidde con sua gran maraviglia, e stupore, che scorreva dalla faccia di quella miracolosa figura in abbondanza il sudore". A seguito anche di guarigioni ritenute miracolose si decise di costruire una chiesa la cui fabbrica fu avviata a opera di Michele Profilo, di famiglia copertinese trasferitasi a Mesagne da circa un cinquantennio; l’impianto, a croce greca, ben visibile anche dall’esterno, forse esemplato sul modello costituito dalla chiesa della Madonna delle Carceri di Prato, sarebbe stato ultimato nel 1605; la cupola maiolicata su tamburo, invece, che si vuole copiata dal disegno di quella romana della raffaellesca Sant’Eligio degli Orefici verrà innalzata molto più tardi, a partire dal 1688.
A tale scopo in quell’anno l’arcivescovo Francesco Ramirez (1689-97) costituì un’apposita confraternita, composta da contadini, detta degli Schiavi di Maria, che supervisionò i lavori e si prodigò per reperire i mezzi finanziari per la grande impresa. Il pio sodalizio ebbe cura di solennizzare l’annuale festa, nella domenica successiva la Pasqua: "mercé alla loro puntualissima diligenza la festa annuale si fa con gran splendore, e magnificenza, concorrendovi anche moltissimi forestieri, non solo da vicini, ma anche da lontani paesi".
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Domenica scorsa: La Masciara al teatro Comunale !!! |
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Postato da Amministratore il Tuesday, 31 March @ 12:45:18 CDT (131 letture)
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venus22 scrive: ... "Domenica sera al teatro Comunale siamo andati in scena con "La Masciaria" di Catone Tersonio.
E’ stata dura ma siamo sopravvissuti , anzi più che vissuti e credo che ci siamo divertiti in questa avventura, anche nelle difficoltà che abbiamo dovuto superare.
Sembra che il pubblico abbia gradito e questo è l'importante.
Potreste obbiettare che sarebbe potuta andare meglio, che se questo che se quello: Signore e Signori, Vi rispondo io, lo spettacolo e soprattutto il teatro è bello anche per gli imprevisti che comporta è lì il bello ciò che non puoi calcolare, la battuta che viene rigirata e si perde l'aggancio, la voce strozzata in certi punti , un'entrata più rapida ed una uscita titubante, non importa, il messaggio è quello che conta, passare il messaggio oltre il bordo del palco che da sul mondo reale... essere sul palcoscenico poi è una bella avventura, starci intrappolato per un bel po' di tempo ancora più avventurosa.....
Profondo rispetto quindi verso chi, come noi, si ostina a voler lottare per condividere le proprie emozioni, tra le quattro mura di un teatro soltanto per una ricca manciata di applausi.
Infine ciò che conta è riuscire a mettere un passo dopo l'altro, migliorandosi piano piano sempre.
A noi...ma soprattutto all’autore e regista che ci guida... l'onore e la gloria di ciò che stiamo facendo.
"
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ROMA scrive: ... "A tutte le donne che amano
A tutte le donne che soffrono,
che urlano la loro rabbia
o che la portano celata nel cuore.
A tutte le donne che sanno apprezzare,
amando fino in fondo i loro uomini
A tutte le donne che sono disprezzate
A tutte le donne che continuano ad amare la vita,
nonostante tutto
A tutte le donne che si cercano ancora,
a tutte quelle che invece hanno trovato
l'immenso nei petali di un fiore
A tutte quelle che ringraziano Dio,
perchè stringono tra le braccia un bambino
e a tutte quelle che non potranno mai farlo
e sorridono comunque
A TUTTE NOI...AUGURI
"
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